
Marzo 2011
AVVISO

MERCOLEDI 16 MARZO
POMERIGGIO
(
PREFESTIVO )
E
GIOVEDI 17 MARZO
PER TUTTA LA GIORNATA
FESTA NAZIONALE PER I 150
ANNI
DELL'UNITA' DI ITALIA
LO STUDIO E' CHIUSO
PER OGNI ESIGENZA
RIVOLGERSI ALLA GUARDIA MEDICA
Certificati, dagli ordini richiami al dovere per gli
ospedalieri
doctornews
 Nonostante
le semplificazioni e i richiami della terza circolare
Brunetta, specialisti e ospedalieri del Ssn continuano a
"scansare" la certificazione di malattia. Questo almeno è il
quadro che si ricava dalle iniziative assunte in queste
settimane da alcuni Ordini. A Roma, per esempio, il
presidente Mario Falconi ha inviato lunedì una
missiva a tutte le direzioni generali delle aziende
sanitarie e ospedaliere per invitarli a vigilare affinché
non si generi lo scaricabarile tra medici dipendenti e
convenzionati: «Va assolutamente evitato» scrive Falconi
«che i cittadini vengano "rimpallati" da un professionista
all'altro atteso che la certificazione, se necessaria, va
redatta da chi effettua la visita con giudizio diagnostico e
prognostico».
Intervento analogo da parte dell'Ordine di Milano, che in
un'altra lettera indirizzata alla Direzione generale Sanità
della Regione punta il dito sull'abitudine sempre più
diffusa nei pronto soccorso di dimettere con prognosi "a
zero giorni". «Appare inaudito se non stravagante» scrive
nella missiva il presidente, Ugo Garbarini «che chi
redige una diagnosi non la faccia seguire da una prognosi
che non può essere di giorni zero in rapporto alla patologia
verificata. Pertanto, non potendo né volendo pensare a una
incapacità a prognosticare, parte essenziale dell'atto
medico, riaffiora vieppiù il sospetto che questo sia un
segno di mancanza di volontà nella corretta applicazione
delle recenti disposizioni di legge sull'invio degli
attestati medici inerenti la giustificazione delle assenze
di malattia».
Sanita'/ Al via la ricetta elettronica, apre Val d'Aosta
il 1/4
Sabato, 5 Marzo 2011 - 19:35
Addio ricette mediche cartacee, almeno
a lunga scadenza: dopo i certificati medici online, si
appresta a entrare a regime anche la ricetta elettronica. E'
stato pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale il decreto del
Ministero delle Finanze che fissa i tempi di avvio del
sistema nelle varie regioni: apre la Val d'Aosta il 1
aprile, seguira' l'Emilia Romagna il 1 maggio, poi Abruzzo,
Campania, Molise, Piemonte e Provincia autonoma di Bolzano
il 1 luglio, Calabria e Liguria il 1 settembre e Basilicata
dal 1 ottobre, mentre resta da calendarizzare l'avvio a
regime per le regioni rimanenti. La ricetta elettronica,
partendo dallo studio del medico prescrittore che la compila
utilizzando anche la tessera sanitaria del paziente,
arrivera' online alla Regione e al ministero dell'Economia,
favorendo cosi' il controllo sulle prescrizioni e sulla
spesa. Un'innovazione che, come recentemente affermato dal
ministro della Salute Ferruccio Fazio, portera' a un
risparmio di 5 miliardi di euro l'anno attraverso un maggior
controllo delle terapie e meno errori nelle prescrizioni. I
medici sono tenuti a trasmettere elettronicamente almeno
l'80% delle ricette ogni mese, quota sotto la quale scatta
l'inadempienza. In un secondo momento, poi, la riforma
dovrebbe avere ripercussioni positive anche sui pazienti:
quando pienamente a regime, la ricetta elettronica sara'
infatti spedita anche alle farmacie e agli ambulatori, che
in sostanza sapranno quali sono le esigenze del paziente
prima ancora che questo vi si rechi. Un altro passo verso la
sanita' elettronica, insomma, dopo i certificati online: ma
i medici di famiglia, proprio come per i certificati,
denunciano: "La riforma non puo' ancora partire, non c'e'
l'adeguata informatizzazione. Non siamo stati messi in
condizione di adempiere a questi obblighi", spiega Giacomo
Milillo, segretario nazionale Fimmg. Finora, sottolinea
Milillo, "le Regioni, a partire da Campania e Piemonte,
hanno condotto una sperimentazione fasulla, avranno mandato
si' e no dieci ricette... Non vedo come possano pensare di
mettere a regime il sistema, e' la solita riforma
all'italiana. Ma i nodi prima o poi vengono al pettine",
conclude.
|
Certificati on line: Brunetta in un anno tre volte quelli cartacei
«Al
momento sono circa 600 mila i certificati medici on line a settimana; ciò
significa che in un anno saranno nel complesso intorno ai 30 milioni i
certificati telematici, vale a dire tre volte quelli cartacei realizzati un anno
fa»: è quanto ha sottolineato il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato
Brunetta, presentando un protocollo di intesa per l'innovazione sottoscritto con
il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Con la certificazione
cartacea, ha spiegato il ministro, «l'Inps in precedenza poteva fare solo
controlli casuali delle malattie, ma ora questo non sarà più possibile e le
verifiche saranno complete». Brunetta ha poi sottolineato anche l'utilità della
ricetta medica on line, che a suo giudizio consentirà una riduzione del 25% dei
costi. Allo stesso tempo ha annunciato la partenza a breve
dell'autocertificazione dei ticket, «che nella versione on line potrà essere
verificata consentendo così una riduzione dei costi pari a circa 500 milioni di
euro l'anno». Quello di oggi, ha spiegato ancora il ministro della Pubblica
Amministrazione è il penultimo accordo siglato con le regioni «e tra sei mesi
avvieremo un processo di verifica dei risultati del protocollo».
Con il patrocinio dell’Agenzia Italiana
del Farmaco, Assogenerici avvia una campagna di
informazione diretta ai cittadini e a tutti gli operatori
sanitari sui farmaci generici equivalenti.
Dal 24 febbraio Assogenerici promuove una
campagna informativa sul farmaco generico equivalente, con il
contributo delle aziende associate Almus, DOC, Dr Reddy’s,
EG, Germed, Mylan, Sandoz e Teva. Il farmaco generico
equivalente si presenterà in Tv e sui principali periodici
nazionali in una veste chiara, semplice e diretta.
L’iniziativa si svilupperà con una campagna stampa ed uno spot
televisivo dal 24 febbraio a fine aprile sulle principali
emittenti televisive ed in contemporanea sui principali
periodici nazionali.
Febbraio 2011
A gennaio -13,9% assenze per malattia tra
dipendenti Asl
Roma, 18 feb. (Adnkronos Salute) -
Le assenze per malattia dei dipendenti
pubblici delle aziende sanitarie locali a gennaio, rispetto allo stesso mese
del 2010, sono diminuite del 13,9%. A rilevarlo è il ministero per la
Pubblica amministrazione e l'innovazione, in collaborazione con l'Istat. Una
rilevazione che si basa sui dati trasmessi in via telematica a Palazzo
Vidoni da 4.312 amministrazioni pubbliche. Per quanto riguarda invece le
assenze per altri motivi, si osservano riduzioni significative: pari al
12,6% nelle aziende sanitarie locali e al 7,9% nelle aziende ospedaliere.
Nel dettaglio, si è registrato un record mensile di riduzione
dell'assenteismo per malattia nelle Asl di Foggia (-66,3%), del Friuli
Occidentale (-31,4%), della Provincia di Mantova (-25,7%), di Cagliari
(-20,1%), di Sanluri in Sardegna (-12,5%) e di Cesena (-12,4%). Cali
altrettanto vistosi sono stati registrati nell'Azienda Ospedaliero
Universitaria di Cagliari (-50,3%).

Approvate le
linee guida per il fascicolo sanitario
elettronico: sarà realizzato dalle
regioni
Passo avanti per il progetto del
Fascicolo sanitario elettronico (Fse),
che entro il 2012 potrà essere reso
disponibile su tutto il territorio
nazionale per i cittadini italiani. La
Conferenza Stato-Regioni ha infatti
approvato le Linee Guida nazionali
proposte dal Ministero della Salute. Lo
rende noto lo stesso dicastero: si
tratta, ha commentato il ministro
Ferruccio Fazio, di un "importante passo
per migliorare l'assistenza ai
cittadini". ''Il Fascicolo sanitario
elettronico che ogni italiano porterà
con sé come una vera e propria carta
d'identità sanitaria - ha dichiarato
Fazio - consentirà di migliorare
enormemente l'assistenza sanitaria,
permetterà di intervenire rapidamente ed
efficacemente in caso di emergenze e
farà risparmiare notevoli risorse al
sistema sanitario. Le Linee Guida
individuano gli elementi necessari per
una progettazione omogenea del fascicolo
elettronico su base nazionale ed
europea''.
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Gennaio 2011
Influenza, il picco dopo le Feste. A letto 5 milioni di italiani.
L'intervista
Mercoledí 05.01.2011 10:40
Il picco di influenza stagionale arriverà "fra fine gennaio e febbraio",
un poco ritardo rispetto alla Gran Bretagna "che da sempre, però, è la
'porta d'ingresso' dell'epidemia invernale" e che già in questo momento
segnala tantissimi casi e 39 morti. A letto, in Italia, finiranno tra i
tre e i cinque milioni di persone. A fare il punto
della situazione è Giovanni Rezza, direttore del dipartimento Malattie
infettive, parassitarie e immunomediate dell'Istituto superiore di
sanità (Iss), che apre
anche alla vaccinazione 'last minute'
per gli italiani più ritardatari. Secondo gli ultimi dati Influnet,
nella settimana
dal 20 al 26 dicembre 2010 erano oltre 163 mila
gli italiani messi a letto dall'influenza. Nello stesso
periodo, l'incidenza nella popolazione generale è cresciuta a 2,72 casi
ogni mille abitanti, contro i 2,05 casi su mille dell'ultima
rilevazione. La fascia d'età più colpita si conferma quella dei bambini
da zero a 4 anni, poi i piccoli dai 5 ai 14 anni, i 15-64enni e infine
gli 'over 65'.
Secondo Rezza, "non devono spaventare i casi gravi e mortali:
sono previsti anche quelli e rappresentano una piccolissima percentuale.
Non bisogna estremizzare mai, nemmeno quando muore una persona famosa",
come la animal trainer del film Harry Potter, che sempre in Gb ha perso
la vita a 26 anni per colpa dell'influenza, "e ricordarsi che se si
consiglia la vaccinazione alle persone a rischio è proprio per evitare
complicanze". Malati cronici in testa, dunque, "chi deve vaccinarsi può
ancora farlo - dice Rezza - perché il picco è atteso, appunto, per fine
gennaio inizio febbraio. Per sviluppare anticorpi ci vogliono due
settimane: quindi sì, c'è ancora tempo per vaccinarsi".
L'INTERVISTA - Ma che tipo di influenza ci dobbiamo
aspettare? "Non sarà l'influenza A dello scorso anno, ma attenzione,
perchè il virus H1N1 è ancora in circolazione e in questa stagione si
mischia con altri due virus". Affaritaliani.it ha intervistato
Fabrizio Pregliasco, professore di virologia all'università di
Milano, che dà una serie di consigli per distinguere le forme
virali da un semplice raffreddore o un mal di gola.
Prima di tutto. Che cosa è l'Australiana?
"Come ogni anno i virus si modificano. E' ormai da anni che ce n'è più
di uno, una specie di band. Solo lo scorso anno c'è stato un solista, la
famosa H1N1. Quest'anno ci aspettiamo tre virus, che si stanno vedendo
in questo momento in Australia. L'influenza, possiamo dire, segue i
momenti peggiori dei diversi paesi. In funzione di questo cerchiamo di
prevedere ci capiterà rispetto a quanto sta capitando o è già
capitato in Australia".
E che cosa ci capiterà?
"Non ci sarà paura di una pandemia. Il problema sarà la band dei tre
virus. Sempre l'H1N1, che ha perso però la classificazione di pandemico,
ma ha ancora forza per colpire. In Australia sta continuando a
colpire. E' una storia che impariamo dal passato. Le pandemie non si
esauriscono in un anno e anzi, ci potrebbero essere anche nuove ondate
peggiori delle prime, ancora più brutte."
Con nuovi morti?
"Sì, esatto. Anche se i morti ci sono sempre per l'influenza".
Quali sono gli altri due elementi della "band" di virus?
"Due virus Australiani. L'H2N2 Perth e B/Brisbane. Certo, una persona
non si accorgerà di aver beccato l'uno o l'altro virus. Ormai anche il
virus pandemico si comporta come tutti gli altri. Ma l'importante è che
le persone capiscano che l'influenza vera e propria si riconosce per tre
cose."

Fabrizio Pregliasco
|
Ci dica.
"Inizio brusco della febbre oltre i 38. La presenza di sintomi generali
sistemici, dolori muscolari, senso di stanchezza e di spossatezza e
presenza di sintomi respiratori, tra cui tosse e naso chiuso".
Ma allora qual è la differenza tra la vera influenza e quella
"finta".
"Semplicemente ci devono essere queste tre caratteristiche insieme e in
contemporanea. Altrimenti non si tratta di influenza ma di forme
parainfluenzali".
Forme leggere che possono essere curate con farmaci da banco.
Lei che cosa consiglia?
"Le infezioni respiratorie dell'inverno vanno sempre curate di primo
acchito con l'automedicazione. L'opzione dll'antivirale c'è solo se c'è
una diagnosi medica di influenza. E l'antivirale non è neanche utile per
tutti, ma solo nel soggetto fragile. Per tutte le forme leggere, mai
usare l'antibiotico perché non serve. Le forme invernali di infezioni
respiratorie sono nel 99% dei casi di origine virale e l'antibiotico non
serve. Può servire solo se le cose non migliorano in 4-5 giorni.
Purtoppo l'uso di antivirali riduce le difese immunitarie e quindi in un
soggetto fragile può portare delle complicanze. In quel caso serve
l'antibiotico".
Picco a fine a gennaio dunque?
"Sì, tipicamente l'influenza parte quando c'è un'ondata di gran
freddo e rimane per più tempo. Il periodo natalizio è quello più
propizio, perché si viaggia di più, ci si bacia di più, si è più a
rischio"
Vaccino si o no?
"Si, vacciniamoci in anticipo per poter avere una copertura prima del
solito".
Ogni anno viene consigliato il vaccino per anziani e bambini.
E per chi lavora in ufficio, in open space, in azienda, lei lo
consiglia?
"Io lo consiglio per tutti. Il vantaggio della vaccinazione è
diversificato. Nel soggetto giovane e sano può non essere una priorità.
Ma se il suo lavoro lo mette a rischio e quindi lavora all'aperto oppure
ha un bambino piccolo e fragile, allora è opportuno che lo faccia anche
lui. E soprattutto se ha bisogno di lavorare, perché è un libero
professionista o una casalinga. Per l'anziano e il soggetto fragile.
Ricordiamoci che l'influenza è sempre la causa scatenante e che i morti
dello scorso anno avevano problemi cardiaci o altri problemi gravi".
Si rischia anche quest'anno, insomma.
"Certo. Anche in una stagione più leggera come quella che ci
aspetta, in cui non ci aspettiamo l'apocalisse, è sempre qualcosa che fa
fuori 6-8mila morti. Dobbiamo abbassare i toni sull'influenza, rispetto
allo scorso anno. Sapendo che comunque anche quella normale non è meno
pericolosa".
Benedetta Sangirardi da Libero news
MERCOLEDI 5
GENNAIO
PREFESTIVO
LO STUDIO E' APERTO SOLO DI
MATTINA
PER OGNI NECESSITA' POTETE
CONTATTARE LA GUARDIA MEDICA
DICEMBRE 2010
VENERDI 31 DICEMBRE
PREFESTIVO
LO STUDIO E' APERTO SOLO DI
MATTINA
PER OGNI NECESSITA' POTETE
CONTATTARE LA GUARDIA MEDICA
''Power balance non ha gli effetti promessi'' dall'Antitrust
multa per 350mila euro
Roma, 23 dic. (Adnkronos) - Multa da 350mila euro alle
società che hanno distribuito e commercializzato in Italia il braccialetto
'Power balance', diventato un must nell'estate 2010. L'Antitrust, a quanto
apprende l'Adnkronos, ha deciso di sanzionare le aziende Power Balance Italy
e Sport Town, rispettivamente per 300mila e 50mila euro, per la mancanza di
un riscontro scientifico alle 'millantate' caratteristiche del gadget,
ovvero la capacita' di incidere sull'equilibrio e la forza fisica. In
sostanza, i consumatori sono stati indotti all'acquisto con un messaggio
scorretto. L'Antitrust ha adottato il provvedimento basandosi sul parere
fornito dall'Istituto superiore di Sanità, che ha escluso ogni evidenza
scientifica delle qualità 'promesse' con enfasi dalla martellante campagna
pubblicitaria messa in campo dalle due aziende. Nessuna controindicazione,
invece, è emersa per la salute e la sicurezza dei consumatori.
ASL
SALERNO
AZIENDA SANITARIA LOCALE
SALERNO
NUOVO METODO DI VERIFICA DELLE
ESENZIONI TICKET PER REDDITO
Decreto commissario ad acta n. 64 del 22/10/
2010, in attuazione del D.M. dell’11/12/2009
Dal prossimo 1° Dicembre entra in vigore un
nuovo metodo di verifica delle esenzioni
ticket per reddito - codici di esenzione E01, E02, E03, E04 (*).
Il nuovo metodo si avvale del sistema
informatico Tessera Sanitaria (Sistema TS)
che, sulla base dei dati comunicati dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS,
rende
disponibile un apposito elenco degli aventi diritto.
I pediatri di libera scelta e i medici di
famiglia hanno a disposizione l’elenco relativo
ai propri assistiti esenti.
Il medico, prima di effettuare una
prescrizione su ricetta del SSN, in regime di
esenzione ticket per reddito, è tenuto a verificare la presenza dell’assistito
in tale
elenco.
L’assistito, nel caso in cui non risulti
inserito nel citato elenco e ritenga di possedere
i requisiti per usufruire dell’esenzione ticket per reddito, è tenuto a recarsi
presso il
proprio distretto sanitario per autocertificarne il possesso.
A fronte di tale autocertificazione (**)
l’assistito riceve il certificato provvisorio di
esenzione ticket per reddito e viene automaticamente inserito negli elenchi di
Sistema TS con il relativo codice di esenzione; il medico potrà quindi apporre
sulla
ricetta SSN il codice di esenzione.
Per tutte le altre condizioni di esenzione
ticket (patologia/categoria/ecc.), ad
eccezione quindi di E01-E02-E03-E04, restano validi i certificati rilasciati dal
proprio distretto sanitario.
Si ricorda infine che, qualora venga meno la
condizione che dà diritto all’esenzione, il
cittadino è tenuto a non utilizzare il relativo certificato e a non beneficiare
della
condizione di esenzione, pena l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge
in
materia.
Codice Condizione (*)
E01 Soggetti con meno di 6 anni o più di 65
anni con reddito familiare inferiore a 36.151,98 €.
E02 Disoccupati - e loro familiari a carico
– con reddito familiare inferiore a 8.263,31 €
incrementato a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori
516 euro per
ogni figlio a carico.
E03 Titolari di assegno (ex pensione)
sociale – e loro familiari a carico.
E04 Titolari di pensione al minimo, con più
di 60 anni – e loro familiari a carico - con reddito
familiare inferiore a 8.263,31 euro incrementato a 11.362,05 euro in presenza
del coniuge ed
in ragione di ulteriori 516 euro per ogni figlio a carico.
(**) L’autocertificazione potrà essere resa
dall’interessato - o da chi per esso ne ha titolo - munito di
valido documento identità e della Tessera Sanitaria (tesserino magnetico), sia
del richiedente che del
beneficiario dell’esenzione.
Salerno, 20 Novembre 2010
NOVEMBRE 2010
AIFA-Ministero, al via campagna sul consumo improprio degli
antibiotici
Il consumo improprio ed eccessivo di antibiotici e
il conseguente sviluppo dell’antibioticoresistenza in Italia
e in tutti i Paesi europei costituisce un problema di particolare
rilievo per la tutela della salute dei cittadini, esponendo
al rischio di non poter disporre più, in un futuro ormai prossimo,
di alcuna possibilità di cura per le infezioni.
“Cio’ significa che anche patologie oggi ritenute minori, come
ad esempio il banale ‘giradito’, potrebbero divenire temibili”.
L’allarme è stato lanciato questa mattina da Guido Rasi,
Direttore Generale dell’Aifa, presentando presso il Ministero
della Salute la campagna ‘Antibiotici, difendi la tua difesa.
Usali con cautela’, iniziativa promossa con la collaborazione
dell’Istituto Superiore di Sanità, sotto il patrocinio del
Ministero della Salute.
“Un’iniziativa che è un atto dovuto - ha dichiarato
Ferruccio Fazio, ministro della Salute - promossa in sintonia
con altri paesi europei”.
L’Italia, infatti, detiene il record di consumo improprio
di antibiotici, insieme a Francia, Grecia e Cipro.
Nota positiva, le campagne di comunicazione ad hoc dimostrano
di essere efficaci: a seguito della prima edizione della Campagna,
infatti, si è evidenziata nel periodo di riferimento (gennaio 2009
su gennaio 2008), una diminuzione del consumo di antibiotici
pari a -8%, corrispondente a una minor spesa di -18,5 milioni
di euro.
Migliori i risultati della seconda edizione della
Campagna: nel confronto 1mo trimestre 2010 - 1mo trimestre 2009,
sono state evidenziate una diminuzione dei consumi pari
all’11% (-17 milioni di dosi giornaliere in meno) e una diminuzione
della spesa di -56 milioni di euro (-17%), passata da 324 a 268
milioni di euro.
L’azione di sensibilizzazione della popolazione generale
si è resa necessaria perchè alcuni germi patogeni importanti
hanno già sviluppato livelli di antibioticoresistenza che sfiorano
il 100%.
“Un esempio di questo fenomeno - conclude Guido Rasi -
è anche il nuovo ’superbatterio’ NDM-1 (New Delhi) che ha fatto la
sua comparsa in Europa”.
Brunetta
annuncia: sanità tutta digitale al 2012
Presto
scomparirà la ricetta rossa, quella per le prescrizioni dei farmaci, delle
visite specialistiche ed esami diagnostici. Lo ha annunciato il ministro per la
pubblica amministrazione e innovazione, Renato Brunetta secondo il quale «Siamo
al punto di non ritorno, il traguardo è vicino e mancano pochi passi per
completare il processo di riforma». Fra certificati on line, ricette digitali,
fascicolo sanitario elettronico e prenotazioni on line integrate, stima il
ministro Brunetta sarà possibile ottenere un risparmio del 10% della spesa
sanitaria, pari a 15 miliardi di euro l'anno. «Fondi che saranno a disposizione
per reinvestire e fare migliore sanità». La rivoluzione digitale della sanità
avverrà entro la metà del 2011, ha auspicato il ministro, qualche mese prima
rispetto all'obiettivo del 2012.
Fazio, inserire salute come materia di studi a scuola
Roma, 9 nov. (Adnkronos Salute) -
Inserire la salute come materia di studio nelle classi italiane. "E' un
progetto che è in già in atto in tutte le Regioni italiane e al quale
abbiamo collaborato, ma l'idea è di metterlo a sistema a livello nazionale,
prima di tutto con un'intesa Stato-Regioni. L'altro aspetto di cui parlerò
al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini è di vedere di inserire
questo tipo di insegnamento nei piani di studio delle scuole primarie". Ad
affermarlo è stato il ministro della Salute Ferruccio Fazio, partecipando
oggi a Roma a un incontro organizzato per fare un primo bilancio del
progetto 'Scuola e Salute', che punta proprio a insegnare la prevenzione
agli alunni italiani."La prevenzione - ha proseguito Fazio - deve puntare ai
giovani, che hanno una maggiore aspettativa di vita: in questo modo può
evitare che insorgano le malattie quando saranno anziani. Mi impegnerò,
anche se non posso dare garanzie, per far sì che questa materia venga
inserita nei piani di studi scolastici. Questo non si potrà fare prima di
aver esaminato i risultati preliminari del progetto 'Scuola e Salute'.
Dopodiché si potrà lavorare su due strade: un documento di intesa alla
conferenza Stato-Regioni, sul quale mi posso impegnare e, appunto, vedere se
nel piano di studi possa essere inserita" la salute come materia di
insegnamento, ha concluso il ministro
Oltre
l'80% degli italiani contento della propria salute
Oltre
l'80% degli italiani di 14 anni e più esprime un giudizio positivo (molto o
abbastanza soddisfatto) sul proprio stato di salute, mentre il 13,1% è poco
soddisfatto e le persone per nulla soddisfatte sono pari al 4,2%. È quanto
rileva l'ultima indagine Istat precisando che rispetto al 2009 il dato è rimasto
sostanzialmente stabile. La soddisfazione per il proprio stato di salute
diminuisce al crescere dell'età e raggiunge il minimo tra gli
ultrasettantacinquenni, anche se emerge comunque un 45,3% di appartenenti a
questa classe di età che si dichiara abbastanza soddisfatto delle proprie
condizioni di salute e un 3,7% che si dichiara molto soddisfatto. Le donne
dichiarano una soddisfazione sempre minore degli uomini anche a parità di età,
con differenze maggiori nelle età anziane. Nel Nord la soddisfazione per il
proprio stato di salute è più diffusa che nelle altre ripartizioni: l'82,3%
della popolazione si dichiara molto o abbastanza soddisfatto rispetto al 78,2%
del Mezzogiorno e ciò nonostante il processo di invecchiamento sia più avanzato
nell'Italia settentrionale
Ministero P.a., a Inps oltre 106 mila certificati
online in 7 giorni
Roma, 3 nov. (Adnkronos Salute) -
Prosegue la diffusione del nuovo sistema di trasmissione telematica dei
certificati di malattia dei lavoratori pubblici e privati. Secondo i dati
ufficiali forniti dall'Inps, il volume complessivo dei documenti inviati con
la nuova procedura ha pressoché raggiunto le 1.250.000 unità. Nell'ultima
settimana, sottolinea una nota diffusa dal ministero della Funzione
pubblica, sono stati trasmessi telematicamente oltre 106.000 certificati (di
cui 32.600 nelle ultime 24 ore). A livello territoriale, il flusso dei
certificati di malattia digitali risulta così distribuito: 521.008 in
Lombardia, 157.274 nel Lazio, 94.507 in Veneto, 67.805 in Campania, 60.442
in Sicilia, 60.038 in Emilia Romagna, 53.535 nelle Marche, 29.707 in
Piemonte, 28.431 in Abruzzo, 27.498 nella Provincia di Bolzano, 26.774 in
Puglia, 23.114 in Calabria, 22.154 in Toscana, 13.816 nella Provincia di
Trento, 13.484 in Liguria, 10.576 in Basilicata, 10.258 in Sardegna, 9.904
in Umbria, 5.594 in Valle d'Aosta, 4.012 in Molise e 3.667 in Friuli Venezia
Giulia.Il confronto dei flussi cartacei del 2009 con quelli via web
dell'anno in corso, continua il ministero, consente di stimare l'impatto
della digitalizzazione in atto. A livello nazionale, la quota di certificati
di malattia dei lavoratori privati Inps trasmessi in modalità digitale sul
totale dei certificati acquisiti in modalità cartacea nello stesso periodo
del 2009 è passata da circa il 20% di agosto al 45% di settembre, fino al
56% di ottobre. Anche l'avvio di novembre conferma questo trend positivo,
con un tasso di copertura del digitale giornaliero pari al 61%.Sulla base
dei dati forniti dal ministero dell'Economia e delle finanze, sfiora ormai
l'89% la media regionale dei medici di famiglia abilitati ad accedere al
nuovo sistema.
E' INIZIATA LA CAMPAGNA DI VACCINAZIONE ANTINFUENZALE 2010-2011
PER LE MODALITA' RIVOLGERSI AL PROPRIO MEDICO O IN
SEGRETERIA
OTTOBRE 2010

27 ottobre 2008-27 ottobre 2010
Sono trascorsi due anni dalla inaugurazione
dello Studio Medico S'Alfonso
I medici ed i
collaboratori sono grati a tutti gli assistiti che hanno apprezzato
e continuano ad apprezzare l'ospitalità ed i servizi offerti
Grazie!!!
Fuori legge il casco "a scodella": multe fino a 299 euro
12-10-2010
Il casco da moto con l'omologazione D.G.M. è fuori legge da martedì 12
ottobre. Per chi lo indossa sanzioni da 74 a 299 euro e fermo del veicolo.
Lo sancisce l'art. 28 della legge 29 luglio 2010 n.120 in materia di Sicurezza
stradale, che tra gli altri, ha riformato anche l'art. 171 del Codice della
Strada.
Multa per chi lo indossa
Per chi indossa un casco non omologato secondo le regole europee, come è il caso
di questo tipo di protezione, sono previste sanzioni consistenti, definite al
comma 2 dell'art. 171: "Chiunque viola le presenti norme è soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 74 a euro 299. Quando
il mancato uso del casco riguarda un minore trasportato, della violazione
risponde il conducente".
Più blocco della moto
Ma l'inosservanza della legge non comporta solo un esborso di denaro. C'è anche
il divieto di usare la moto per 60 giorni, che diventano 90 se si ricasca
nell'infrazione nel giro di due anni. Infatti, secondo il comma 3 dell'art. 171:
"Alla sanzione pecuniaria amministrativa prevista dal comma 2 consegue il fermo
amministrativo del veicolo per sessanta giorni… Quando, nel corso di un biennio,
con un ciclomotore o un motociclo sia stata commessa, per almeno due volte, una
delle violazioni previste dal comma 1, il fermo del veicolo è disposto per
novanta giorni. La custodia del veicolo è affidata al proprietario dello
stesso".
SETTEMBRE 2010
NAPOLI
— Il provvedimento per ritoccare al rialzo i ticket sanitari è pronto.
Manca soltanto la firma del commissario per la sanità in Campania,
Stefano Caldoro. Una misura che dovrebbe far registrare un risparmio
annuo di circa 140 milioni di euro. L’aumento, tuttavia, segue le
strettissime indicazioni fornite da Caldoro: difesa delle fasce sociali
più deboli ed equa distribuzione del carico impositivo. Così, gli uffici
della Regione Campania hanno previsto che, a differenza
dell’impostazione in vigore, secondo la quale il ticket di 1,50 euro si
applica su ogni confezione farmaceutica, l’aumento aggiuntivo che
scatterà nelle prossime ore sarà di uno o due euro a ricetta, a seconda
delle categorie di cittadini interessate.
Dunque, cambia radicalmente
l’impostazione della misura impositiva, interessando direttamente le
ricette, oltre che le prescrizioni dei singoli farmaci. La maggiorazione
di 2 euro a ricetta toccherà tutti i cittadini non esenti e gli ammalati
cronici con un reddito annuo maggiore di 22 mila euro. L’aumento di un
euro a ricetta, invece, interesserà tutti gli ammalati cronici con un
reddito inferiore ai 22 mila euro. Restano, infine, esenti totalmente
dagli effetti del provvedimento alla firma di Caldoro le categorie
cosiddette svantaggiate, come, per esempio, disoccupati e invalidi al
100%. Farmacie Stangata sui contribuenti: innalzati i ticket delle
ricette per far fronte al debito sanitario regionale Su una ricetta
contenente la prescrizione di due confezioni di farmaci oggi viene
applicato un ticket di 3 euro, sommando la tariffa di 1,50 euro a
confezione; una volta varato il provvedimento, dovranno essere aggiunti
anche i due euro contenuti nel nuovo provvedimento. Per quanto riguarda,
poi, le prestazioni sanitarie specialistiche, comprensive di cure
termali, diagnostica e analisi di laboratorio (che già oggi prevedono
un’aliquota massima di 36 euro) l’aumento aggiuntivo sarà di 5 euro per
gli esenti (che rappresentano ben l’87 per cento della spesa per la
specialistica) e di 10 euro per i non esenti.
Insomma, arrivano le prime mosse anti-deficit in Campania. Proprio
l’altro ieri, il senatore Raffaele Calabrò, consigliere per la sanità
della Regione Campania, aveva rassicurato il ministro della salute,
Ferruccio Fazio, il quale aveva ancora una volta esortato le Regioni ad
una gestione più oculata della spesa. «È quello che la Campania sta
facendo — aveva affermato Calabrò —: siamo impegnati in prima linea
contro gli sprechi, abbiamo intensificato i controlli per garantire
spesa di qualità. Un’azione concreta che ha reso possibile
l’assegnazione di obiettivi dettagliati e definiti ai nuovi commissari
delle Asl». Tuttavia, resta la grave crisi di liquidità per la Regione
Campania, avendo superato la soglia dei 13 miliardi di euro di
indebitamento complessivo, di cui quasi la metà, 5,5 miliardi, soltanto
per la spesa sanitaria. Il disavanzo di settore, registrato al 31
dicembre 2009, ammonta, infatti, a ben 800 milioni di euro. Caldoro
spera — ed è per favorire questa direzione che insiste in una severa
politica di contenimento della spesa — che ad ottobre il governo
Berlusconi possa sbloccare i 2,5 miliardi di euro del fondo sanitario
nazionale e i 500 milioni di fondi Fas rimasti congelati. Tra l’altro,
la previsione delle entrate calcolate al 31 dicembre 2010 indica una
somma di poco superiore ai 42 milioni di euro. Relativamente ai ticket
sanitari, il confronto con le altre regioni vede il Lazio in prima fila,
dove vige il prelievo più pesante in assoluto (4 euro per i farmaci che
costano più di 5 euro e 2,50 euro per quelli con un prezzo inferiore ai
5 euro). Due euro per ogni confezione sono richiesti ai cittadini
residenti in Sicilia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Provincia Autonoma
di Bolzano, Veneto e Puglia, indipendentemente dal prezzo del farmaco.
In Abruzzo la richiesta è sempre di due euro a confezione ma, se il
prezzo del farmaco è inferiore a 5 euro, il ticket scende a 0,50 euro.
La
Calabria fa pagare ai non esenti 1 euro a ricetta più 2 euro a
confezione. Il Molise 1 euro a confezione, 0,50 euro per i generici,
gratis i farmaci inferiori a 5 euro. In Valle d’Aosta, Provincia di
Trento, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche,
Basilicata e Sardegna non esiste alcun pagamento per i farmaci a carico
dell’assistito. Un primo provvedimento messo a punto dagli uffici
commissariali della Regione Campania, per ritoccare al rialzo i ticket
sanitari, prevedeva fasce di esenzione ben più limitate, riferite al
dettato originale della delibera 2266 del 31 dicembre 2006. Ma proprio
per questo, il governatore e commissario per la sanità campana l’aveva
respinto. Ora, la griglia leggermente più larga entro la quale sarà
applicata l’imposizione aggiuntiva, spalmata su una fetta più ampia di
cittadini campani, in modo da consentire, nel contempo, una più
ristretta difesa delle categorie disagiate, potrebbe rendere— almeno
nelle intenzioni— lamanovra più facilmente digeribile. (di Angelo
Agrippa – corrieredelmezzogiorno.it)
Certificati on line, medici di famiglia i più bravi
Medici
di famiglia primi della classe per quanto concerne la certificazione di malattia
on line. A dirlo sono i dati diffusi venerdì scorso dal ministero per la
Pubblica amministrazione e l'innovazione: i Mmg abilitati al sistema sarebbero
ormai l'84%, contro il 63% dei pediatri e il 31% dei medici specializzati. Sono
dati che fanno esultare il dicastero: «In oltre la metà delle Aziende sanitarie
locali» si legge nella nota che accompagna i dati «i medici di famiglia hanno
pressoché completato le procedure per l'abilitazione all'accesso al sistema
tramite Pin». Ecco dunque spiegato l'ulteriore balzo in avanti fatto registrare
dalla certificazione telematica nell'ultima settimana: «Oltre 108.000
certificati trasmessi con la nuova procedura» prosegue la nota del Ministero «e
flusso medio giornaliero che risulta più che raddoppiato»
Brunetta, collaudo certificati online positivo
Roma, 15 set. (Adnkronos Salute) - "L'esito positivo del
collaudo del sistema della certificazione di malattia online segna un
importante passo in avanti nel processo di modernizzazione del Paese, dal
momento che imprime una forte accelerazione alla realizzazione di servizi
innovativi sempre più vicini alle esigenze di cittadini e imprese, oltre che
nella direzione di un considerevole risparmio di risorse pubbliche". A dirlo
il ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato
Brunetta, che in una nota esprime soddisfazione per la positiva conclusione
dei lavori della Commissione tecnica incaricata di procedere al collaudo
generale del nuovo sistema che prevede l'obbligatorietà della trasmissione
telematica dei certificati. Non saranno invece applicate, fino al 31 gennaio
2011, le sanzioni ai medici, come sarà precisato con una circolare del
ministero, in considerazione dei problemi organizzativi ancora esistenti.
Nella riunione di oggi pomeriggio, infatti, la Commissione si è espressa
positivamente all'unanimità "rispetto al completamento - si legge nella nota
- di tutti i servizi resi disponibili dalla piattaforma informatica a
medici, lavoratori e datori di lavoro: servizi per i medici relativi alla
piattaforma web, le interfacce di trasmissione tramite i sistemi software
personali e il call center (numero verde 800-013577) per l'invio tramite
canale telefonico da parte di tutti i medici che abbiano difficoltà
nell'utilizzo della Rete; servizi per i datori di lavoro relativi alla
consultazione via web o alla ricezione via Pec dei certificati attestazioni
di malattia dei loro dipendenti; servizi per i lavoratori di consultazione
via web dei loro certificati di malattia".Nel corso dei suoi lavori, la
Commissione ha però rilevato come "a tutt'oggi esistano ancora delle
difficoltà di tipo organizzativo, sia in alcune aree territoriali specifiche
sia in ambito ospedaliero". Per questo "la Commissione monitorerà nei
prossimi mesi il funzionamento del sistema. Fermo restando l'obbligo di
trasmissione online di tutti i certificati di malattia dei dipendenti sia
pubblici che privati, si è convenuto di chiedere al ministero per la
Pubblica amministrazione e l'Innovazione di fornire chiarimenti, attraverso
un'apposita circolare, in merito al fatto che fino alla piena andata a
regime del sistema (e in ogni caso non oltre il 31 gennaio 2011) la non
osservanza di quanto previsto dalla normativa non costituisce illecito
disciplinare". "Un plauso e un ringraziamento - sottolinea il ministro
Brunetta - vanno alla Federazione nazionale degli Ordini dei medici
chirurghi e degli odontoiatri che, con competenza e serietà, ha contribuito
al successo di questa prima fase".Come noto, dice Brunetta, "la nuova
procedura consentirà vantaggi per il lavoratore in termini sia di tempo sia
di spesa per l'invio della raccomandata con ricevuta di ritorno; una
maggiore tempestività dei controlli, grazie all'azzeramento dei tempi di
trasmissione dei certificati e alla possibilità di verifica immediata da
parte dell'Inps dello stato di malattia del lavoratore; l'abbattimento dei
costi di gestione dei flussi cartacei, per un risparmio stimato in circa 500
milioni di euro l'anno".
Altri 8 mila medici abilitati a certificati online
Roma, 6 set. (Adnkronos Salute) - Procede
la distribuzione delle credenziali di accesso (Pin) al sistema per la
trasmissione telematica dei certificati di malattia, previsto dalla 'Riforma
Brunetta della Pubblica Amministrazione'. Secondo i dati forniti dal
ministero dell'Economia e delle Finanze, dal 27 agosto al 3 settembre sono
stati abilitati ulteriori 8 mila medici di famiglia, portando così al 75% la
media regionale dei medici dotati di Pin. Il processo di distribuzione,
prosegue la nota, si può ritenere pressoché completato nelle Regioni
Piemonte (84% dei medici di famiglia abilitati), Val d'Aosta (99%),
Provincia di Bolzano (96%), Veneto (89%), Marche (91%), Basilicata (88%),
Calabria (85%), Abruzzo (82%) e Sardegna (89%). Progressi significativi si
sono registrati anche nelle altre regioni, nelle quali le percentuali di
medici di famiglia abilitati risultano quasi ovunque intorno al 60%. Nelle
regioni Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Toscana ed Emilia Romagna i medici
di famiglia sono già in possesso della Carta nazionale dei servizi (Cns) per
l'accesso al sistema.
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Pubblicato il10 settembre 2010 dainfosannio