AGOSTO 2010

Influenza A, nuovo caso grave in Italia, è ricoverato a Monza
 

Milano, 5 ago. (Adnkronos Salute) - Nuovo caso grave di influenza A in Italia. Il virus H1N1 ha colpito un marchigiano di 53 anni che in questo momento è ricoverato all'ospedale San Gerardo di Monza, come confermano fonti dell'azienda brianzola. L'ospedale lombardo, uno dei centri di riferimento della Rete casi gravi, è infatti dotato di Ecmo, la macchina 'riposa-polmoni' con la quale, proprio un anno fa, gli specialisti brianzoli hanno salvato la vita al 23enne di Parma, primo caso grave di nuova influenza in Italia. L'uomo era tornato da un viaggio in India ed è risultato positivo al virus dell'influenza A. Le sue condizioni sono peggiorate in breve tempo e, per via dei gravi problemi respiratori, all'ospedale di Torrette di Ancona dove il paziente era in un primo momento ricoverato hanno deciso per il trasferimento a Monza.


Sanzioni e provvedimenti disciplinari più severe nella pubblica amministrazione
Pubblicato il testo, prevede anche pene detentive da uno a cinque anni

Riforma Brunetta, rischio carcere
per presenze e certificati falsi

Riforma Brunetta, rischio carcere per presenze e certificati 
falsi

Il ministro Brunetta


ROMA - Nella riforma antifannulloni del ministro Renato Brunetta arriva anche il carcere per i dipendenti che si fingono malati o che falsano la loro presenza in servizio. Lo prevede il decreto legislativo approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri e che ora, dopo la definitiva messa a punto degli aspetti tecnici, è stato esaminato e vistato dalla Ragioneria generale dello Stato, inoltrato alle Camere per il parere delle competenti commissioni permanenti e trasmesso al Cnel, affinché le parti sociali ne prendano visione, e alla Conferenza unificata.

Il testo, ora pubblico, prevede una sanzione penale che può arrivare alla "reclusione da uno a cinque anni" oltre alla "multa da 400 a 1.600 euro" per "false attestazioni e certificati medici". La sanzione, oltre che al dipendente, è prevista anche per il medico che si presta a certificare il falso e per il dipendente pubblico che si dichiari in servizio senza esserlo.

"Fermo quanto previsto dal codice penale", si legge infatti nello schema del decreto, viene "punito con la reclusione" il dipendente che "attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente". Ferma restando la responsabilità penale e disciplinare e le relative sanzioni, il dipendente è anche "obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di retribuzione nei periodi per i quali sia accertata la mancata prestazione" ma anche il "danno all'immagine subiti dalla pubblica amministrazione". Il medico condannato rischia anche la radiazione dall'albo e, se dipendente di una struttura sanitaria, il licenziamento "per giusta causa".
Questo è solo uno dei capitoli della 'rivoluzione' Brunetta che irrigidisce provvedimenti disciplinari e sanzioni, con un catalogo di infrazioni particolarmente gravi per le quali è previsto il licenziamento. La risoluzione del rapporto di lavoro può scattare, ad esempio, per ripetute assenze ingiustificate; per ingiustificato rifiuto di trasferimento; per false dichiarazioni ai fini dell'assunzione o della progressione in carriera; per prolungato rendimento insufficiente. Novità sono in arrivo anche per i procedimenti disciplinari e il loro rapporto con quelli penali: solo i più complessi potranno essere sospesi in attesa del giudizio della magistratura.

Alle punizioni più severe per i dipendenti 'fannulloni' fa da contraltare la premiazione del merito. Il decreto Brunetta punta infatti a fermare la distribuzione di benefici a pioggia per far posto a un meccanismo di distribuzione degli incentivi economici e di carriera più selettivi. Si rafforza inoltre la responsabilità dei dirigenti e il loro potere di gestione delle risorse umane, anche per l'attribuzione dei 'premi'. Avranno nuovi strumenti ma saranno anche loro sanzionati se non svolgeranno bene il proprio lavoro.

Brunetta, certificati online a regime a meta' settembre
 

Roma, 2 ago. (Adnkronos Salute) - Mai più carte e raccomandate da spedire: da metà settembre il sistema che consentirà ai medici di inviare i certificati di malattia online all'Inps sarà a regime in tutta Italia. E per chi non si atterrà alle nuove regole, "arriveranno le sanzioni". Parole del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che oggi ha indetto una conferenza stampa nella sede del suo dicastero "per far chiarezza" su un tema che ha sollevato non pochi dissapori tra i camici bianchi.Una "piccola grande rivoluzione", quella che passa per la Rete, "che eliminerà centinaia di milioni di pezzi di carta", producendo, assicura il ministro, "risparmi per le aziende, l'Inps e i cittadini", che così eviteranno il 'grattacapo' dell'invio delle doppia raccomandata per il certificato che attesta la malattia. La fase di collaudo, in realtà, doveva terminare a metà luglio, ma i tempi si sono allungati perché solo "un terzo dei medici" ha avuto il Pin, ovvero il codice di identificazione che consente l'invio del documento. Inoltre, sulla strada del certificato di malattia online, "abbiamo incontrato piccole resistenze e miopie", ammette il ministro, che hanno finito per rallentare il passo. Non manca la stoccata ai "medici della Cgil, che non ringrazio - attacca il ministro - si sono messi di traverso sin dal principio, sono loro i veri conservatori".Ma la partita dei certificati di malattia che viaggiano in Rete è anche di per sè "complicata - sottolinea il ministro - riguarda infatti 180 mila medici, l'equivalente di tre stadi pieni, e investe 17 milioni di lavoratori dipendenti, tra pubblico e privato, su un'area molto delicata com'è quella della malattia".


Quattromila certificati di malattia online al di', un decimo del totale
 

Roma, 2 ago. (Adnkronos Salute) - Stenta a decollare il sistema per l'invio dei certificati di malattia online all'Inps. Nei primi 4 mesi di attivazione del servizio, che entrerà definitivamente a regime a metà settembre, sono stati "inviati complessivamente 148.272 certificati, di cui 32.348 nell'ultima settimana e 4.504 nell'ultimo giorno". I dati sono stati resi noti dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, nel corso di una conferenza stampa oggi a Roma.Il ministro stima che, una volta a regime, saranno "30-40 mila al dì i certificati" che viaggeranno sul web, e riconosce che quelli inviati nell'ultimo giorno, stando ai dati attualmente disponibili, sono solo "un decimo del totale". Intanto, per fare ingranare la marcia al sistema, lunedì 9 agosto "sarà attivato il call center - assicura Brunetta - per la trasmissione digitale dei certificati, per quei medici che fossero impossibilitati, per un motivo o per un altro, ad inviare il certificato via pc".Il sistema, dunque, "è pronto ed è efficiente: a metà settembre si chiude la fase di collaudo e tutto dovrà funzionare, altrimenti - avverte - scatteranno le sanzioni. Non possiamo fermarci davanti a pretesti". Il ministro infine rinvia al mittente l'accusa, avanzata a più riprese da alcuni sindacati medici, che dovranno essere i camici bianchi a sobbarcarsi in parte i costi del sistema. "C'è un'interfaccia totalmente gratuita - assicura - un sistema applicativo standardizzato che consente a tutti i camici bianchi di spedire il certificato gratis. Poi ci sono dei programmini ad hoc, ma è giusto che quelli vengano pagati da chi desidera servirsene".

 

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