AGOSTO 2010
Milano, 5 ago. (Adnkronos Salute) - Nuovo caso grave di influenza A in Italia. Il virus H1N1 ha colpito un marchigiano di 53 anni che in questo momento è ricoverato all'ospedale San Gerardo di Monza, come confermano fonti dell'azienda brianzola. L'ospedale lombardo, uno dei centri di riferimento della Rete casi gravi, è infatti dotato di Ecmo, la macchina 'riposa-polmoni' con la quale, proprio un anno fa, gli specialisti brianzoli hanno salvato la vita al 23enne di Parma, primo caso grave di nuova influenza in Italia. L'uomo era tornato da un viaggio in India ed è risultato positivo al virus dell'influenza A. Le sue condizioni sono peggiorate in breve tempo e, per via dei gravi problemi respiratori, all'ospedale di Torrette di Ancona dove il paziente era in un primo momento ricoverato hanno deciso per il trasferimento a Monza.
Il ministro Brunetta
Roma, 2 ago. (Adnkronos Salute) - Mai più carte e raccomandate da spedire: da metà settembre il sistema che consentirà ai medici di inviare i certificati di malattia online all'Inps sarà a regime in tutta Italia. E per chi non si atterrà alle nuove regole, "arriveranno le sanzioni". Parole del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che oggi ha indetto una conferenza stampa nella sede del suo dicastero "per far chiarezza" su un tema che ha sollevato non pochi dissapori tra i camici bianchi.Una "piccola grande rivoluzione", quella che passa per la Rete, "che eliminerà centinaia di milioni di pezzi di carta", producendo, assicura il ministro, "risparmi per le aziende, l'Inps e i cittadini", che così eviteranno il 'grattacapo' dell'invio delle doppia raccomandata per il certificato che attesta la malattia. La fase di collaudo, in realtà, doveva terminare a metà luglio, ma i tempi si sono allungati perché solo "un terzo dei medici" ha avuto il Pin, ovvero il codice di identificazione che consente l'invio del documento. Inoltre, sulla strada del certificato di malattia online, "abbiamo incontrato piccole resistenze e miopie", ammette il ministro, che hanno finito per rallentare il passo. Non manca la stoccata ai "medici della Cgil, che non ringrazio - attacca il ministro - si sono messi di traverso sin dal principio, sono loro i veri conservatori".Ma la partita dei certificati di malattia che viaggiano in Rete è anche di per sè "complicata - sottolinea il ministro - riguarda infatti 180 mila medici, l'equivalente di tre stadi pieni, e investe 17 milioni di lavoratori dipendenti, tra pubblico e privato, su un'area molto delicata com'è quella della malattia".
Roma, 2 ago. (Adnkronos Salute) - Stenta a decollare il sistema per l'invio dei certificati di malattia online all'Inps. Nei primi 4 mesi di attivazione del servizio, che entrerà definitivamente a regime a metà settembre, sono stati "inviati complessivamente 148.272 certificati, di cui 32.348 nell'ultima settimana e 4.504 nell'ultimo giorno". I dati sono stati resi noti dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, nel corso di una conferenza stampa oggi a Roma.Il ministro stima che, una volta a regime, saranno "30-40 mila al dì i certificati" che viaggeranno sul web, e riconosce che quelli inviati nell'ultimo giorno, stando ai dati attualmente disponibili, sono solo "un decimo del totale". Intanto, per fare ingranare la marcia al sistema, lunedì 9 agosto "sarà attivato il call center - assicura Brunetta - per la trasmissione digitale dei certificati, per quei medici che fossero impossibilitati, per un motivo o per un altro, ad inviare il certificato via pc".Il sistema, dunque, "è pronto ed è efficiente: a metà settembre si chiude la fase di collaudo e tutto dovrà funzionare, altrimenti - avverte - scatteranno le sanzioni. Non possiamo fermarci davanti a pretesti". Il ministro infine rinvia al mittente l'accusa, avanzata a più riprese da alcuni sindacati medici, che dovranno essere i camici bianchi a sobbarcarsi in parte i costi del sistema. "C'è un'interfaccia totalmente gratuita - assicura - un sistema applicativo standardizzato che consente a tutti i camici bianchi di spedire il certificato gratis. Poi ci sono dei programmini ad hoc, ma è giusto che quelli vengano pagati da chi desidera servirsene".
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